L’olio di frittura diventa carburante: due le raffinerie italiane che anticipano il futuro.

Le raffinerie Eni di Marghera (VE) e Gela (CL) produrranno carburanti (diesel ma anche cherosene per aerei a reazione) dall’olio usato di frittura proveniente dall’industria alimentare, dai grassi animali di scarto e dagli scarti di lavorazione dell’olio di palma.

Con la firma dei due decreti – il Via (Valutazione di impatto ambientale) e l’ Aia (Autorizzazione integrata ambientale) – il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti ha dato infatti il via libera ambientale ai progetti di ristrutturazione.

Le due storiche raffinerie, troppo piccole e ormai poco competitive, potranno quindi diventare tra le prime e più grandi bio-raffinerie del mondo.

In Sicilia i lavori sono già cominciati con la costruzione del nuovo impianto steam reforming per la produzione di idrogeno e il completamento delle opere avverrà entro il 2019 con il secondo nuovo impianto di pretrattamento delle biomasse che consentirà l’utilizzo degli scarti della produzione alimentare per la produzione di carburanti.

Sul territorio di Gela sono stati investiti dall’Eni complessivamente 535 milioni di euro mentre, relativamente all’occupazione, nel 2016 sono stati impiegati in media 1.400 lavoratori dell’indotto (rispetto ai 1.200 previsti) e nel 2017 la media ha superato le 1.450 risorse (rispetto alle 1.000 previste).

Lascia un commento

Condividi sui social

Facebook
Twitter
Email
Print

Potrebbe interessarti anche